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Il potere della mente nello sport

Ti racconto una storia vera, durante la guerra del Vietnam, un giocatore professionista di golf americano, partito come militare, rimase prigioniero in una cella di 2 metri per 2 per più di 5 anni. Al suo ritorno tornò a giocare il prima possibile e dimostrò ai suoi compagni di gioco che, seppur molto più debole fisicamente, giocava ancora a livelli quasi professionistici. Questo perchè ogni giorno nella sua piccola cella ripeteva mentalmente le tecniche di gioco, visualizzando il risultato dei suoi colpi, ascoltando i suoni che avrebbe ascolatato su di un vero campo, annusando l’erba e sentendo l’aria che gli accarezzava il viso, rendendo quindi l’esperienza reale grazie alla propria forte immaginazione, il suo cervello non aveva mai smesso di giocare. Questa abitudine, ripetuta ogni giorno gli aveva permesso anche di sopravvivere a livello psicologico.

Questa storia ci dimostra che fare pratica a livello mentale può migliorare il nostro stato mentre facciamo sport, purchè quando lo facciamo ci immergiamo totalmente nella esperienza utilizzando al massimo tutti i nostri sensi. Come per il gesto atletico e la preparazione fisica possiamo allenare anche lo stato mentale, la perfezione si raggiunge con l’esercizio. Non è raro che atleti di diverse discipline abbiano risultati diversi in baso al loro stato mentale, alle volte dichiarano di “non aver sentito la musica” quando perdono di efficacia nella loro performance.

 

Hai paura di fallire o di riuscire?

Le nostre paure influenzano fortemente la riuscita di una partita, incontro o gara sportiva, questo in realtà succede in tutti gli ambiti della nostra vita. Questa paura è legata al fallimento, alle volte preferiamo non tentare per evitare il dolore che può portare una “non riuscita”, quando capita le nostre paure si moltiplicano perchè pensiamo che possa riaccadere, così non tentiamo più. Oppure temiamo per il giudizio degli altri e di apparire ridicoli. Immagina un bambino che impara a correre, quante volte cadrà prima di riuscirci? Le cadute ci insegnano a modificare qualcosa durante il percorso di apprendimento per poi riuscire nel nostro obiettivo, l’importante è rialzarsi!

Altre volte la paura è più subdola, non ci spaventa tanto il fallimento quanto la riuscita, sembra assurdo eppure è così, quando vinciamo ci sentiamo in dovere di non essere troppo felici per non ferire gli altri, ti è mai capitato in una corsa da bambino di aver paura di arrivare primo e dimostrare la tua superiorità sugli altri? Abbiamo paura delle conseguenze dei nostri successi, pensa a ritrovarti improvissamente in una posizione di prestigio e responsabilità nel tuo campo lavorativo? E’ eccitante e spaventoso allo stesso tempo.

 

Operare con pensiero positivo, “va tutto bene”, nascondendo e reprimendo le proprie parue, non è la soluzione migliore a lungo termine anche se ci può portare ad un successo occasionale, spinti dall’entusiamo di essere invincibili. Prendere coscienza delle proprie paure e dei propri limiti dandogli il giusto peso e le giuste parole è un primo passo importante. Siate consapevoli dei vostri limiti e delle vostre paure, prendetene atto senza nasconderle ma non rimanetene invischiati, usate parole moderate, il vostro dialogo interiore è fondamentale, non ditevi mai “sono un fallito in generale” piuttosto “in questo specifico campo devo migliorare ed essere più vincente”. Le parole che usate con voi stessi hanno più valore di quelle che vi piovono addosso.